George Beach è
uno degli artefici di una delle migliori stagioni
del secondo HC Milano. In linea con Lea Hardy e
Billy Cupolo fu in grado di portare la squadra
milanese ai vertici europei conquistando trofei
prestigiosi come la Spengler Cup e la Coppa
Schaefer. La sua carriera si snoda prevalentemente
in Europa, dove arriva appena ventunenne dopo aver
partecipato ad un training camp dei Chicago
Blackhawks. Per anni è la colonna portante
dell'attacco dei Wembley Lions. Nel 1954-55 varca
la manica per giocare a Milano. E' la formazione
pluriscudettata che vede sul ghiaccio campioni
italiani del calibro di Agazzi, Crotti, Branduardi
che vanno incredibilmente a comporre la seconda
linea di una squadra fortissima. Nel 1956 si
giocano le Olimpiadi di Cortina e la federazione
italiana decide di non organizzare alcun
campionato. Beach si trasferisce in Svizzera, al
Martigny, dove ricopre per qualche stagione il
duplice ruolo di giocatore allenatore. Passa poi
allo Zurigo prima di tornare in Gran Bretagna.
Macina record di presenze concludendo la sua
carriera professionistica dove di fatto la aveva
cominciata: con i Wembley Lions. Le sue
statistiche inglesi parlano di 1334 punti
(608+726) in 628 incontri, una media di oltre due
punti ad incontro! Nel 1976 allena la nazionale
prima di ritirarsi a vita privata. Nel 1989 viene
infine inserito nella Hall of Fame dell'hockey
britannico, il giusto riconoscimento per un grande
campione.