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E' il 27 dicembre
1958 quando Bill Dobbyn entra a suo modo nella
storia della NHL. Difensore dalle ottime
capacità, da qualche stagione nel farm system dei
New York Rangers, Bill affronta con i suoi Buffalo
Bisons gli Hershey Bears. In un incidente di gioco
Obie O'Brien lo colpisce ad un occhio con la
stecca mettendo termine, suo malgrado, ad una
promettente carriera. Nel corso della stessa
serata a Dobbyn viene rimosso l'intero occhio, il
cui uso, a detta dei medici, è irrimediabilmente
compromesso. Il general manager dei
Detroit Red Wings, Jack Adams, colpito dal tragico
incidente, decide di organizzare un incontro
benefico in favore di Bill tra la sua squadra e i
Buffalo Bisons. L'idea viene raccolta dall'intera
NHL così ben presto l'intero mondo
professionistico americano si mostra solidale alla
causa dello sfortunato difensore: è il 1 febbraio
1959 quando a Buffalo una formazione di stelle NHL
affronta la formazione di casa per la "Bill
Dobbyn night", il primo incontro benefico che
vede una squadra "NHL" contrapposta ad
un team delle minors. Finisce 6-2 per le stelle ma
questo incontro da a Dobbyn la forza e il coraggio
per non rinunciare
allo sport giocato. "Costretto" ad
emigrare in Europa nel 1960
è in Svizzera come allenatore dei Langnau Tigers
mentre nel 1963 arriva a Milano come
giocatore. E' il suo ultimo anno
"europeo": torna infatti a calcare i
ghiacci nordamericani nelle minors fino a quando
arriva nei Waterloo Black Hawks nella USHL.
Quattro campionati da giocatore di cui due giocati
da capitano con il numero 2 sulle spalle (numero
ritirato nel 2001), quattro convocazioni nell'All
Star Game della lega. Appesi i pattini al chiodo
rimane legato ai Black Hawks, ricoprendo durante
la stagione 1971-72 il ruolo di head coach in 32
incontri. A distanza di anni, nel 2007, torna
dietro al pancone nello staff coach dell'All Star
Game della USHL dopo aver ricoperto per numerose
stagioni svariati ruoli all'interno della
"sua" formazione" storica. |