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“Ca-tro-gò” era il grido di
battaglia dei giocatori del Milano
anni ’30. Talmente famoso che
oltre a simboleggiare la squadra
divenne anche il titolo di un
libretto riassuntivo sulla
compagine milanese.
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Già alla fine degli anni ’50, a
fronte dei pienoni nelle partite
di cartello, ma anche a fronte
della fame di ore-ghiaccio da
parte delle diverse realtà al
Palaghiaccio di via Piranesi, si
ipotizza e si auspica la
costruzione di un nuovo impianto a
Milano. Come prima ipotesi si
parla di un palazzo del ghiaccio
in zona S.Siro e vengono stanziati
100 milioni di Lire. Ancora nel
1972 si parla di un possibile
nuovo impianto polisportivo da
costruirsi presso lo svincolo
dell’Autostrada dei Laghi che
comprenderebbe il nuovo palazzo
del ghiaccio. Si fa, già allora,
il nome di Cabassi e della
Frigoriferi Milanesi. Dovranno
passare ancora parecchi anni prima
di vedere PalaCandy (poi Agorà),
Forum e PalaSesto. Nel frattempo,
il 19 febbraio 1978 viene
inaugurata la pista scoperta del
Centro Sportivo Saini in via
Corelli.
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Singolare è il “vocabolario
hockeistico” negli anni ’50 e
’60. Gli atleti vengono chiamati
“discatori” oppure
“ocheisti” (letterale….). Lo
stesso Hockey è spesso scritto
“Hochey”. Le penalità sono
comunemente chiamate espulsioni. I
giocatori di Bolzano sono i….bolzanesi.
Solo verso la metà degli anni
’60 compaiono timidamente nelle
cronache le parole bodycheck e
forechecking.
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L'oriundo Gene Grazia, a Milano
nel 1952-53 e nazionale italiano
nella stessa stagione, è uno dei
protagonisti della vittoria
olimpica della squadra
statunitense alle Olimpiadi del
1960.
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Trasferta avventurosa in quel di
Asiago per la squadra della
Bocconi Milano, militante in serie
B. E’ il 28 dicembre 1958. I
giocatori milanesi partono in
pulman da Milano alle ore 5.20.
Tra Cassano d’Adda e Treviglio,
causa il fondo stradale scivoloso,
il mezzo finisce fuori strada.
Riscontrati pochi danni agli
atleti, si attende l’arrivo dei
vigili da Bergamo. Arrivano dopo
circa 3 ore di attesa. Vigili e
atleti rimuovono il pulman dal
fossato, i giocatori ripartono poi
per la destinazione con un mezzo
sostitutivo. Arrivano ad Asiago
per le ore 15, scendono in campo
(pista naturale) trovando un
ghiaccio parecchio fradico ed
allentato, il che favorisce i
giocatori di casa. Finisce 13-3
per l’Asiago e a tarda serata i
bocconiani rientrano a Milano dopo
una giornata da….tregenda.
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Nei primi anni ’60 si ipotizzano
nuovi impianti con ghiaccio
artificiale in quanto lo sviluppo
di uno sport come l’Hockey non
può prescindere da questi. Si
fanno i nomi di alcune località
interessate alla costruzione dei
nuovi impianti : Trento, Varese,
Como, Ortisei, Merano, Cervinia,
Auronzo, Asiago e Belluno. Intanto
Chiavenna in data 6 gennaio 1958
ha
provveduto ad inaugurare il
proprio palazzetto del ghiaccio.
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Verso la fine degli anni ’70 si
parla di una possibile candidatura
italiana per l’organizzazione
dei mondiali 1979, gruppo B.
L’ipotesi era quella di giocare
a Milano installando la pista di
ghiaccio all’interno del
Palasport di S.Siro. Purtroppo non
se ne farà nulla….
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Chi erano i …”Diavoletti”?
Erano, negli anni ’60 e ’70,
i giocatori delle compagini
giovanili dei Diavoli HC Milano.
Infatti le varie squadre giovanili
non si chiamavano Diavoli, ma
proprio con quel
nome…Diavoletti. Un termine che
alla fine degli anni ’80 assumerà
tutt’altro significato per i
tifosi del Milano. E
gli “standini”? Ovviamente
erano i Diavoli targati Standa.
Una bella analogia con i futuri
“saimini”.
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In un momento difficile come
quello di inizio stagione 1973-74
torna ad allenarsi con i Diavoli
Giancarlo Agazzi, ormai
quarantenne e inattivo da 7
stagioni. Molti sperano di
rivederlo sul ghiaccio in
occasione delle gare di
campionato, anche se la cosa
purtroppo non si verificherà e il
buon Giancarlo continuerà
solamente ad allenare il
Turbine…….
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Tra gli stranieri che hanno
giocato a Milano c’è anche lo
straniero dell’HC Milan Inter
che giocò in serie B nella
stagione 1979-80: Peter
O’Marra, canadese, 1,89 x 90
kg., difensore nato a Toronto,
proveniente dal Windsor
University.
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Al termine della stagione 1979-80,
complice la chiusura all’hockey
del Piranesi, la squadra dell’
HC Milan Inter si fuse con la
compagine varesina HC Sport
Ghiaccio Varese dando vita all’
HC Varese sponsorizzato Argo che
acquisendone i dirittti sportivi
partecipò alla serie B 1980-81.
Tra gli altri fecero parte di
quella compagine Pontoglio, Lana,
Latin, S. e R. Pincini. La nuova
formazione di Varese conquistò
poi la serie A al termine di
quella stagione dando così il via
al periodo d’oro dell’hockey
varesino.
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